a volte penso
che sarebbe bello
rientrare a casa
in due
e fare tutte quelle cose banali
che fatte insieme
alla persona giusta
diventano gli attimi
più belli della tua vita.
come cucinare la pasta
alle quattro del mattino
e andare a mangiare in terrazzo,
aspettare l'alba
condividendo l'ultima Winston
del pacchetto
parlare un po’ di tutto
e un po’ di niente.
addormentarci
nudi
abbracciati
con i cuori incastrati,
svegliarci tardissimo
e fregarcene dell'università
del lavoro
degli esami
degli impegni.
fare colazione
con la pizza avanzata
dalla sera prima,
cantare e ballare
per casa
ascoltando una canzone a caso
su Youtube,
fare la lotta con i cuscini,
fare la lotta con i vicini.
fare discorsi profondi
a notte fonda
mentre le mie mani
scivolano in mezzo alle tue gambe
e ti cerco il cuore
dentro i jeans,
fare l'amore sul tavolo della cucina
sulla lavatrice
sul pavimento
e davanti allo specchio del bagno.
fare la doccia insieme,
osservarti
mentre ti asciughi i capelli
e mi sorridi nel riflesso dello specchio,
vedere un film in streaming
e lasciarlo a metà
perche io non ce la faccio
a stare più di mezz'ora
senza saltarti addosso.
litigare perche sono un cretino,
fare pace
perche un po’ ti piace
che io sia un cretino.
raccontarti di quella volta
che sei andata via
e ho temuto non tornassi più,
e poi guardarti per ore
come fossi il mio programma preferito
perche voglio impararti a memoria,
perche non voglio dimenticarti
come l'ispirazione per una poesia,
come la melodia di una canzone
che ti entra in testa
e non se ne va via.
stringerti forte
per paura di perderti,
aggrapparmi alla tua schiena
mentre dormiamo
perche quando non ci sei
mi sento cadere nel vuoto.
ascoltarti
quando la sera
mi racconti la tua giornata,
le tue ansie,
i tuoi sogni.
baciarti le lacrime
quando non riesci a spiegarti
e dirti
quando sei a pezzi
che ogni parte di te
è bellissima.
si.
sarebbe bello.
probabilmente non lo sai, non sai quello che ho passato io perché non te l’ho mai detto. Io mi sento in colpa probabilmente perché ti ho amato più di chiunque altro su questa terra, per me venivi prima tu di ogni cosa, il centro del mio mondo, il mio punto di riferimento, mio fratello, il mio migliore amico, il mio uomo, il mio Psicò. Magari tu ad oggi non la vedi così catastrofica come la vedo io, probabilmente per te sarà diventata parte della tua quotidianità. Ma io non l’ho mai accettato, avevo iniziato il quarto superiore, ed è stato il periodo più buio e brutto della mia vita, sicuramente lo è stato anche per te. Ho cercato di fare l’impossibile, di starti accanto, di passare la maggior parte del tempo con te, venire a casa tua, ero in una situazione più grande di me, e anche più grande di me e te. Non so quello che fai ora, e da una parte non voglio saperlo perché mi ucciderebbe l’idea di te che persisti ancora. Io più ti stavo accanto, più tu mi allontanavi, si parlava sempre di te, mi hai trattato male diverse volte, ti ascoltavo e davo consigli per ore e ore e pian piano io mi facevo da parte. Pensavo che alla fine ce l’avrei fatta, che ce l’avremmo fatta, e che ne saremmo usciti insieme illesi, e invece no. Hai preferito fare altro, hai preferito perdere me, per fare quello che “ti faceva stare bene”. Io ho sofferto tanto, veramente tantissimo forse non lo puoi nemmeno immaginare e se sembra che ti stia accusando probabilmente è così, ma in realtà è per farti capire che io non ti ho abbandonato mai, e voglio che tu sappia questo; che sono rimasta fin quando non sono arrivata ad un punto di rottura. Una sera sono scoppiata a piangere con zia che mi disse “ricordati che non puoi salvare tutti” da quel momento ho capito che per la prima volta in 19 anni di vita dovevo mettere me al primo posto, invece che te. Per tutti questi anni che non ci siamo parlati io mi sono sentita in colpa per essermi fatta da parte, non sai quante volte mi sono detta “forse potevo resistere un po’ di più” “forse se gli stavo accanto lui ad oggi sarebbe diverso” “forse è stata anche colpa mia”. Non sai quante volte ho pensato di non essere all’altezza, ho pensato che io non fossi abbastanza, che non fossi un buon motivo per rinunciare alla vita che facevi, non mi sentivo nella posizione di dirti di scegliere. Tutto questo perché stasera come diverse sere ti stavo pensando e stavo leggendo delle frasi del libro “il rumore dei tuoi passi” probabilmente non ti manderò questo messaggio perché sembra voglia accusarti soltanto, ma in realtà ti ho amato più di chiunque altro ed è per questo se sono ancora qui.
Non ho mai capito cosa fossimo, a volte eravamo amici, altre qualcosa di più e altre ancora solamente estranei.
Isabel Celima
Io e te
Che abbiamo fatto a pugni
Fino a volersi bene.
Io e te, io e te
Che andiamo alla deriva.
Io e te,
Nella corrente,
Io e te
Che attraversiamo il fuoco
Con un ghiacciolo in mano,
Che siamo due puntini
Ma visti da lontano.
Che ci aspettiamo il meglio
Come ogni primavera






















